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9. TEORIA DELLA GESTALT

Tera della Gestalt - Immagine esempio Yellowstone in inverno - Viaggio fotografico

Ora fingo di essere una persona seria e provo a introdurre un concetto, molto noto ma molto interessante! Questa è una teoria psicologica davvero complessa e riguarda la percezione. Non avendo (purtroppo) abbastanza competenza per addentrarmi troppo nel merito, mi limito ad analizzare invece quelle che sono le sue pratiche applicazioni in ambito fotografico (ma se vi interessa trovate un sacco di materiale).

Nel nostro campo possiamo semplificare questa teoria con un concetto abbastanza semplice: il tutto è diverso, superiore, rispetto alla somma delle sue parti ( … va che proprio semplice no, ma in realtà come spesso succede è più facile da fare che da spiegare!)

Insomma la teoria spiega come la nostra percezione visiva cerca di raggruppare gli elementi in base alle loro caratteristiche o posizione e comunque alla loro relazione. Ok non sto semplificando niente: proviamo con degli esempi. Partendo dalle leggi di organizzazione della percettività. Cercheremo di organizzare visivamente quello che vediamo alla ricerca delle forme più semplici che lo rappresentano. Secondo la teoria tendiamo a organizzare gli elementi secondo una alcune leggi che ben si declinano in ambito fotografico:

  1. legge della vicinanza – ci dice che gli elementi vengono visivamente raggruppati in base appunto al loro essere vicini.  Ad esempio un gruppo di sassi, se raggruppato, visivamente rappresenterà un elemento unico.
  2. legge di somiglianza – se elementi si assomigliano tendiamo visivamente e mentalmente a raggrupparli, considerandoli un insieme  (se uno assomiglia a un nostro ex lo percepiamo istintivamente come stronzo… ahhh no non c’entra).
  3. legge della chiusura – elementi accostati sono percepiti come una figura chiusa. Ad esempio 3 alberi posizionati in forma di triangolo verranno percepiti, prima ancora che come alberi, come la forma geometrica che rinchiudono ( ecco vedete che tutto si lega?! pensate alla lezione 7).
  4. legge della semplicità – tendiamo a raggruppare gli elementi secondo la figura più semplice che rappresentano ( ecco quindi che in generale tenderemo a vedere linee e triangoli e non tetraedri o tronchi di prisma circolare.. qualunque cosa sia).
  5. legge del destino comune – ci aspettiamo che elementi simili nell’immagine si comportino tutti nello stesso modo. Sfruttando questa legge all’inverso, un elemento che si comporta in modo diverso salterà all’occhio enormemente.
  6. legge della buona continuazione – se non ci sono altre informazioni a smentirlo ci aspettiamo che linee e forme continuino al di là di limiti e percezioni (ragazzi questa è utilissima per “trucciare” lo vedremo in alcuni esempi!).
  7. legge della segregazione – perché un oggetto sia percepito, deve emergere dallo sfondo. Ci sono molti espedienti fotografici per “segregare” ( in questo caso inteso come far emergere) un soggetto dallo sfondo. Uno dei più semplici, ad esempio, è quello di ridurre la profondità di campo sfocando lo sfondo. In questo modo il soggetto a fuoco emergerà in maniera evidente.

Si trovano tante spiegazioni e applicazioni a questa teoria e moltissime varianti ma trovo che quelle sopra si applichino benissimo alla fotografia. Ecco un esempio, ma ne faremo tanti altri!

Nell’immagine di sopra, scattata a Yellowstone in inverno tra i vapori delle pozze, il concetto di foresta è ben rappresentato anche se vediamo relativamente pochi alberi. Mentalmente ci immaginiamo che l’ambiente non finisca lì, sia molto più ampio ( e non è detto che fosse così veramente). Ecco quindi che se da un lato non mettere confini può dilatare la percezione di quello che vogliamo far vedere, dall’altro fotografare solo una parte non significa necessariamente “ridurre” quello che fotografiamo. Semplificare è quasi sempre una buona idea! L’immagine è scattata dal finestrino, perché la scena mi si è palesata davanti improvvisamente e non era possibile fermarsi. A volte i finestrini non sono troppo male.

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Comments (4)

  • Renato Rocchesso 7 mesi ago Reply

    Tantissimi complimenti per questo manuale, che si legge tutto d’un fiato ed è davvero interessante!
    E poi sei troppo simpatica! In questa lezione il finale del punto 2 mi ha fatto letteralmente volare via dal ridere!
    In questo periodo è davvero gradito.
    Grazie Elisabetta
    Ciao ciao,
    Renato

    Elisabetta Rosso 7 mesi ago Reply

    Ciao Renato… Sì lo scopo è riflettere ma con il sorriso. Grazie davvero delle tue parole!!!

  • frederick zamuner 6 mesi ago Reply

    Fantastica questa lezione… grazie

    Elisabetta Rosso 6 mesi ago Reply

    Ciao Frederick.. grazie… trovo anche io questo discorso interessante!

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